Codice della crisi d’impresa: la riforma prevista e gli strumenti di Esker per attuarla.

I primi giorni dell’anno ho avuto modo di chiacchierare con il mio collega Flavio Maimeri – responsabile Business Process Automation in Esker e specializzato sulle soluzioni di Credit & Collection Management e Cash Allocation – riguardo alla gestione delle risorse interne ad una azienda in questo periodo storico economicamente delicato.
Sono argomenti che mi piace approfondire per comprendere a fondo le dinamiche aziendali e per aiutare i clienti a superare i momenti di crisi con più serenità.
Il nostro incontro si è trasformato in un’intervista dalla quale abbiamo tratto informazioni utili e spunti interessanti che abbiamo pensato di raccogliere in questo articolo.
Buona lettura,

 Chiara

Flavio, mi daresti un tuo parere sulla situazione attuale che stiamo vivendo? Lato aziende, intendo.

La pandemia causata dal Covid-19 ha acuito le situazioni di inadeguatezza strutturale del nostro sistema Paese – mi riferisco all’Italia – accentuando le difficoltà già evidenti di alcuni settori economici.
Conseguenze negative si notano sulla situazione occupazionale e sulla sostenibilità della finanza pubblica.
Il mutato contesto geopolitico internazionale che ha visto l’affacciarsi di nuovi competitor agguerriti ha complicato la situazione.
Il sistema delle imprese italiane, già provato da scelte strategiche poco oculate di politica economica e fiscale, ha bisogno di strumenti legislativi che permettano alle nostre aziende di lavorare con maggiore intensità.
Con questo obiettivo, il legislatore ha introdotto la riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali.

Si tratta del codice e della riforma di cui mi hai accennato?

Esatto Chiara, apro una parentesi dal carattere legislativo: sulla Gazzetta Ufficiale numero 38 del 14 febbraio 2019 è stato pubblicato il Decreto Legislativo del 12 gennaio 2019, numero 14, dedicato al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in attuazione della Legge del 19 ottobre 2017, numero 155. 
Il nuovo codice è stato realizzato a favore delle imprese e ha diversi obiettivi: in primis si propone di riformare in modo organico ed unitario la materia delle procedure concorsuali e della crisi da “sovraindebitamento”. Questo termine, che preferiremmo non sentire mai, indica uno stato di crisi o di insolvenza di un soggetto, che può essere il consumatore, il professionista o l’impresa stessa.
In secondo luogo, il codice dovrebbe semplificare il sistema normativo per superare le difficoltà applicative e interpretative delle leggi: l’incertezza legislativa fino ad ora espressa su questi temi ha formato indirizzi giurisprudenziali contrastanti perché lo erano in origine le leggi applicate. La riforma del Codice della crisi di impresa ha anche l’obiettivo di ricomporre la giurisprudenza verso un indirizzo interpretativo univoco.
Infine, si vorrebbe soddisfare l’esigenza di certezza del diritto e migliorare l’efficienza del sistema economico in modo da renderlo competitivo per l’Italia.
Nel codice troviamo sempre il riferimento al concetto di crisi, che in questo contesto viene definita come “Lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate” (Decreto Legislativo n° 14 del 12 gennaio 2019 art. 2 comma 1 lettera a).
Sai in realtà Chiara qual è l’etimologia della parola crisi?

Non ne ho idea, dimmi.

Crisi deriva dal verbo greco krino, che significa scegliere, valutare, giudicare. Quando ci troviamo in una situazione di crisi, dobbiamo semplicemente rivedere le priorità e prendere le scelte più sensate per affrontare il momento.
Infatti, una delle innovazioni più significative ed interessanti del decreto è l’introduzione della “procedura di allerta e di composizione assistita della crisi” che ha tre obiettivi base: cercare di anticipare l’emergere della crisi di impresa; mettere a disposizione delle aziende strumenti concreti di sostegno diretto per analizzare le vere cause della sofferenza economica e finanziaria e dare dei servizi volti a studiare la crisi stessa e raggiungere accordi con i creditori.
Gli strumenti – definiti di allerta – per comprendere la crisi e superarla sono divisi da un lato dagli oneri di segnalazione posti a carico di alcuni soggetti qualificati e dall’latro dagli obblighi organizzativi a carico degli imprenditori, come viene previsto dall’articolo numero 12 del decreto.
Per questo motivo è giusto che le imprese siano supportate da soluzioni personalizzate alle loro necessità in questo delicato passaggio.  

Potresti specificare nel dettaglio cosa prevede questo importante articolo?

Sì certo: la norma specifica che nella categoria degli strumenti di allerta rientrano:

  • gli obblighi di segnalazione degli indizi di crisi posti a carico di alcuni soggetti qualificati,
  • gli obblighi organizzativi posti dal codice civile a carico dell’imprenditore.

Questo perché entrambi cercano di rilevare in modo tempestivo quegli indizi che portano alla crisi dell’impresa per adottare subito delle misure idonee a superarla o regolarla.

Esistono degli indicatori dello stato di crisi?

Sì, vengono stabiliti nell’articolo successivo, il numero 13, e si identificano con “Gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, che possono incidere sulla sostenibilità dei debiti per l’esercizio in corso o per i 6 mesi successivi e sulla continuità aziendale, tenuto conto della presenza di significativi e reiterati ritardi nei pagamenti di durata diversa in rapporto alle differenti categorie di debiti”.
Significa che la riforma ha il volere di incentivare gli strumenti di allerta di composizione della crisi, per questo ha introdotto delle misure premiali, tra loro cumulabili, a favore degli imprenditori che si attivano subito per prevenire l’aggravarsi dello stato di crisi o che hanno presentato la domanda di accesso ad una procedura regolatrice della crisi o dell’insolvenza, come citato dall’articolo numero 25 del decreto stesso.
Ricordo che in questo contesto con insolvenza intendiamo l’incapacità patrimoniale dell’imprenditore di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.

Quando entrerà in vigore il decreto in modo definitivo?

Inizialmente, ai sensi del comma 1 dell’articolo numero 389 del decreto legislativo numero 14/2019, era prevista in data 15 agosto 2020.
Il Decreto Liquidità, il Decreto Legge emanato l’8 aprile 2020, ha rinviato di più di un anno l’entrata in vigore del Codice della Crisi d’impresa, posticipandola al 1° settembre 2021.

E noi, come possiamo essere utili ai nostri clienti?

Le nostre soluzioni agevolano le imprese ad osservare e mettere in pratica le disposizioni normative previste dal Codice della crisi di impresa.
Grazie all’intelligenza artificiale e agli strumenti evoluti di misurazione e controllo dei processi, vengono rispettati gli obblighi organizzativi previsti dal codice civile a carico dell’imprenditore e messi in evidenza dal nuovo Codice.
Per esempio, la soluzione di automatizzazione di Credit Management consente alle aziende di proteggere i propri ricavi attraverso un processo ottimizzato di approvazione del credito e monitoraggio dei rischi.
La soluzione di Collection Management invece è dotata di dashboard intelligenti e di indicatori chiave di performance, quelli che chiamiamo KPI, utili a monitorare le prestazioni delle attività di recupero crediti: lo scadenziario dei crediti, le previsioni sugli incassi, il totale arretrati, le controversie, il DSO e molti altri parametri possono essere monitorati con facilità.
La dashboard consente maggiore visibilità sulle operazioni complessive di fatturazione dei clienti per i manager che devono controllare i flussi di cassa e le performance dell’azienda. Grazie alla varietà di grafici dedicati alle metriche essenziali, è possibile valutare l’efficacia dei processi di riscossione in atto e ottenere informazioni dettagliate sul modo in cui la propria azienda sta performando nel corso tempo e prevedere la probabilità di essere pagati nei tempi previsti dalle condizioni in fattura.
Abbiamo una terza soluzione completa che automatizza ogni singola fase del processo di Cash Allocation, lariconciliazione automatica degli incassi: è possibile gestire tutti i processi, dall’acquisizione dei pagamenti fino alla riconciliazione delle fatture corrispondenti nel ERP.
Le aziende possono così ottimizzare non solo la riconciliazione, ma anche tutti i processi a valle come le riscossioni o la gestione dei reclami.

Grazie Flavio per la panoramica.

Figurati. Tieni conto Chiara che l’obiettivo del Codice è quello di salvaguardare la continuità dell’impresa, permettendo alle aziende di gestire al meglio le risorse economiche nell’oggi e di investire in progetti futuri.
Per dirla con parole semplici, si cerca di “far girare l’economia”.
Il nostro compito è quello di affiancare gli imprenditori in questa delicata fase, sia con la nostra consulenza che non le nostre soluzioni.

Ottimo Flavio: aggiungo per i lettori che visitando il nostro sito a questo link www.esker.it trovate tutte le informazioni sulle soluzioni di Esker.

Potete invece mettervi in contatto con Flavio scrivendo a flavio.maimeri@esker.com

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